Atalantamania: brava la Salernitana, furba la Dea, una big! | Serie A

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Le è capitato talmente tante volte di correre il doppio e creare senza mai trovare né il gol né la vittoria, che ora l’Atalanta non si accontenta di vincere solo due volte da grande. 6 punti, tra Torino e Salerno, di rapina più che per merito ma che danno ufficialmente il benvenuto alla Dea nell’Olimpo delle big. Perché non perde la lucidità quando l’ultima della classe la sommerge di azioni, uno-due, tiri in porta, mentre lei rimane dietro la lavagna. La squadra ha più testa che gambe, l’ha detto il Gasp, e regge fino alla fine. Così o pareggia, o vince. Con la Fiorentina non ha funzionato – ma quanti episodi…- adesso deve funzionare con il Sassuolo, l’Inter, il Milan. Altrimenti, va stravolta la banda. 
 
PRONTI, VIA-  Per esempio, regalando la maglia dal 1’ a chi ha dimostrato più fame, più qualità, più grinta e personalità: Ilicic, il guerriero che si piega ma non si spezza, Koopmeiners, l’ultimo acquisto che fa a spallate e batte le punizioni fissando la rete, Zappacosta, che rivuole l’azzurro e fa prodezze col nerazzurro, l’ex Juve Demiral, che più gioca e più cresce. Deludono invece Malinovskyi e Miranchuk, un feeling mai trovato, e Pasalic, che sbaglia tutto. A risolvere la partita sono ancora i veterani del gruppo: mister Gasperini, che azzecca i cambi, e il suo fedele Josip, che con le sue magie di tacco disorienta una Salernitana fino ad allora irreprensibile. Lui trova i varchi, di tecnica e fantasia, stravolge il match e fa pesare meno l’assenza di Muriel. 
 
CHE POKER- Ma la stanchezza per la Champions non può essere l’unico intoppo per una Dea che parte sottotono fin dal 1’. L’approccio alla gara era lontanissimo da quello all’Estadio de la Ceramica, sono mancati i singoli e d è mancata la squadra, Pessina, de Roon, Zappacosta, Koopmeiners, Ilicic, Muriel. Su questi l’Atalanta deve puntare e deve ricostruire l’identità per trovare i suoi 11 anti Sassuolo, Inter, Young Boys e Milan. Intanto la Dea è stata furba: ha vinto risparmiando le energie. Quelle serviranno contro Berardi e Boga, i rimpianti di mercato. Zapata comunque, per sì e per no, è sempre meglio che rimanga in campo. Non si sa mai.
 



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